Profilo Google Business e chiamate: farsi trovare e non perderle

Aggiornato il 18 settembre 2026

Chi cerca un parrucchiere o un idraulico raramente apre un sito: tocca il pulsante Chiama su una scheda di Google. Qui trovi cosa fa squillare quella scheda, cosa dicono le statistiche e che fine fa una chiamata a cui nessuno risponde.

Dove nasce davvero la telefonata

Chi ha bisogno di un barbiere o di un elettricista cerca su Google o su Maps, guarda le tre schede del riquadro locale e tocca Chiama. Il contatto parte dalla scheda, non dall'homepage, e in molte piccole attività è il primo canale in assoluto.

Il profilo (Google Business Profile, l'ex Google My Business) è gratuito e si gestisce direttamente da Ricerca o da Maps quando sei collegato con l'account proprietario. La verifica, oggi quasi sempre un breve video girato in negozio, è il passaggio che sblocca tutto il resto.

Categoria, orari e indirizzo decidono se ti chiamano

La categoria principale pesa più di ogni altro campo su quali ricerche ti mostrano: sceglila stretta e precisa e lascia il resto alle secondarie. Indirizzo e area servita devono andare d'accordo: chi lavora a domicilio imposta un raggio e nasconde la via.

Gli orari contano più di quanto sembri: se la scheda dice chiuso il pulsante resta lì, ma quasi nessuno lo tocca. Inserisci gli orari speciali per le festività e per la chiusura estiva con settimane di anticipo, altrimenti Google continua a mostrare quelli normali.

Quale numero mettere nella scheda

Il numero principale conviene che sia lo stesso stampato sul sito, sulle fatture e sui volantini: l'anagrafica coerente aiuta Google a fidarsi della scheda. Puoi aggiungere numeri secondari, ma il pulsante compone sempre il principale.

Evita un cellulare personale che la sera metti in silenzioso e non cambiare numero a ogni stagione. Se usi una numerazione dedicata al tracciamento, mettila come principale e lascia quella storica fra gli aggiuntivi, così i dati restano allineati.

Domande, risposte e messaggi

Il blocco Domande e risposte è pubblico e può rispondere chiunque, anche un cliente che ha capito male. Pubblica tu le cinque domande che ti arrivano al telefono (parcheggio, prezzi di partenza, se serve appuntamento, lingue, pagamenti) e rispondi dal tuo account.

La chat interna al profilo non esiste più: Google l'ha chiusa nel luglio 2024. Restano il pulsante di chiamata, le indicazioni stradali e il link al sito, il che riporta il telefono al centro del passaggio da ricerca a cliente.

Le statistiche: quante chiamate ti manda davvero

Nella sezione Prestazioni compaiono le chiamate partite dalla scheda, divise per giorno e per ora, accanto alle richieste di indicazioni e ai clic verso il sito. I dati coprono solo i mesi recenti, quindi conviene esportarli ogni trimestre.

Confronta quella cifra con il registro del tuo telefono: lo scarto fra le chiamate che Google ti ha mandato e quelle che hai preso è il buco. Di solito si concentra in due fasce, la tarda mattinata e l'ora intorno alla chiusura.

Che fine fa una chiamata senza risposta

Google non avvisa chi chiama e non raccoglie messaggi: il telefono squilla a vuoto e la persona torna ai risultati, dove le altre due schede del riquadro locale sono a un tocco. La scheda ha fatto il suo lavoro, l'attività no.

Rispondere sempre non vuol dire restare incollato al telefono. Con Rispondly, sul tuo numero risponde un assistente 24 ore su 24: dichiara di essere un'assistente virtuale, fissa l'appuntamento e te lo manda su WhatsApp, così la chiamata nata dalla scheda non muore all'ultimo squillo.

Senti come risponde.

Chiama il numero della demo: risponde l'assistente di un parrucchiere di prova e ti prenota un taglio.